Inaugurazione Stagione - Ovunque lontano dal mondo
Interpreters
Alexander Lonquich - pianoforte
Schedule

Claude Debussy
L’isle joyeuse

Claude Debussy
Preludes, II livre (integrale)

Franz Schubert
Sonata D 894

Il titolo riprende una frase pronunciata da Debussy e, secondo Enzo Restagno, rappresenta perfettamente lo stato d’animo dell’autore quando compose il secondo libro dei Préludes. Siamo abituati a collegare l’opera di Debussy alle immagini, la quasi totalità delle sue composizioni hanno un titolo che le collega a suggestioni poetiche, spesso esotiche, legate alla natura, ma progressivamente Debussy si allontana da questa necessità. Per esempio nei due libri dei Préludes i titoli sono presenti, ma solo al fondo di ogni brano, tra parentesi e preceduti da puntini di sospensione quasi a dirci che non siano poi così importanti. I Préludes invece lo sono, e molto. La raccolta scelta per il concerto inaugurale è una carrellata di capolavori che vanno dal primo dittico autunnale che dipinge ombre nella nebbia e un atmosfera di grande malinconia, all’habanera della Puerto del Vino che evoca l’amata Spagna e il suo folklore. Si prosegue con un mondo poetico, fatato e ironico ispirato a uno schizzo del grande illustratore Arthur Rackham, con la natura più serena di Bruyères, con la rappresentazione in musica di un cabarettista molto ammirato da Debussy (Lavine), con l’evocazione di Charles Dickens e il suo circolo Pickwick. Ancora le immagini di Rackham per Ondine e poi il Debussy “archeologo” di Canope e della terrazza di un palazzo indiano abbandonato (Amber). É il caso di dire che si chiuda con i fuochi d’artifico, anche se non si tratta certo di musica ad effetto, ma di un mondo sonoro che apre le porte alla modernità che percorrerà tutto il XX secolo. Il titolo del concerto, oltreché poetico e nostalgico fa pensare forse ai famosi versi di Rückert musicati da Mahler, a un senso di solitudine che Franz Schubert esplorerà come pochi altri. Se pensiamo alle sue ultime opere, e la D 894 è la prima delle sue immense ultime sonate, troveremo numerosi momenti di abbandono e smarrimento rappresentati con la modernità di una fantasia che ci sorprende continuamente. Ma con Schubert rimane sempre lo spazio per la giovialità e l’amicizia, sentite come chiude la Sonata con un Rondò di gioiosa tenerezza, estremamente sviluppato e ricco di elaborazione contrappuntistica.


Alexander Lonquich è un celebre pianista e direttore d’orchestra che ha consacrato la sua carriera internazionale dopo la vittoria del Concorso Casagrande nel 1977. Riconosciuto come uno dei massimi interpreti del repertorio classico-romantico, ha inciso per etichette prestigiose come ECM e vinto il Premio Abbiati e il Diapason d’Or. Ha collaborato con bacchette leggendarie quali Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman e Marc Minkowski e condivide stabilmente il palco con importanti solisti internazionali come Isabelle Faust, Christian Tetzlaff, Joshua Bell e Steven Isserlis. Lonquich affianca da sempre l’attività di solista a quella di raffinato direttore d’orchestra e di camerista d’eccezione (già direttore dell’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza). Oggi ricopre il ruolo di Direttore Artistico della Scuola di Musica di Fiesole.

Location:
Accademia di Musica
Date:
20 October 2026 | 20:30
Stagione concertistica 2026/27
Share event
Courses and Masterclasses
Follow us