Enrico Dindo
Biografia

Figlio d’arte, incontra il violoncello quando ha appena sei anni, come se lo strumento lo attendesse da sempre. Cresce sotto la guida di Antonio Janigro e nel 1997 il suo talento viene consacrato dal Primo Premio al Concorso “Rostropovich” di Parigi, soglia simbolica di un destino ormai tracciato.
Dopo undici anni, dal 1987 al 1998, come primo violoncello solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, prende avvio una carriera solistica che lo conduce sui palcoscenici più illustri del mondo. Il suo suono dialoga con orchestre leggendarie – dalla BBC Philharmonic alla Rotterdam Philharmonic, dall’Orchestre National de France alla Filarmonica della Scala, dalla London Philharmonic alla Chicago Symphony, fino alle grandi compagini di Tokyo, San Pietroburgo, Toronto, Lipsia e Berlino – e si intreccia con la visione dei più grandi direttori del nostro tempo: Riccardo Chailly, Gianandrea Noseda, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti, Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, Riccardo Muti e Mstislav Rostropovich stesso, che lo ha così descritto: «È un violoncellista di straordinarie qualità, artista compiuto e musicista formato, possiede un suono eccezionale che fluisce come una splendida voce italiana».

Numerosi compositori contemporanei hanno scritto per lui, attratti dalla sua voce unica: Giulio Castagnoli, Carlo Boccadoro, Carlo Galante, Roberto Molinelli, Fabio Vacchi, Mauro Montalbetti e Jorge Bosso.
Fondatore e direttore dell’Orchestra da Camera I Solisti di Pavia, di cui è stato guida artistica dal 2001 al 2024, è stato Direttore musicale della HRT Symphony Orchestra di Zagabria dal 2014 al 2021 e Direttore Artistico dell’Accademia Filarmonica Romana dal 2022 al 2024. Alla passione interpretativa affianca un intenso impegno didattico, insegnando violoncello al Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, all’Accademia di Musica di Pinerolo, all’Accademia “Perosi” di Biella, ad Avos Project di Roma e ai corsi estivi del Garda Lake Music Festival.

 

La sua discografia racconta un percorso di profonda ricerca e poesia sonora: per Chandos ha inciso i due Concerti di Šostakovič con la Danish National Orchestra diretta da Gianandrea Noseda; per Dynamic il Concerto di Dvorak insieme a Daniele Rustioni, per Naxos un monografico di Castelnuovo-Tedesco, per Decca ha registrato l’integrale delle opere per violoncello e pianoforte di Beethoven, le Sei Suites di J.S. Bach e, con i Solisti di Pavia, i concerti di C.P.E. Bach, Vivaldi, Haydn, il Concerto di Kapustin e pagine di Piazzolla.

 

Accademico di Santa Cecilia, Enrico Dindo affida la sua voce a un prezioso violoncello Pietro Giacomo Rogeri del 1717 (ex Piatti), generosamente concessogli dalla Fondazione Pro Canale: uno strumento antico che, nelle sue mani, continua a raccontare storie senza tempo.

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