20.00 | Inseguire le note a cura di Claudio Voghera
20.30 | concerto
Franz Schubert
Tre Lieder da Johann Wolfgang von Goethe
Prometheus D. 674
Versunken/Sprofondato D. 715
Grenzen der Menschheit/Limiti dell’umano D. 716
Schwanengesang/Canto del cigno D. 957
(Ludwig Rellstab 1-7, Henrich Heine 8-13, Johann Gabriel Seidl 14)
- Liebesbotschaft/Messaggio d’amore
- Kriegers Ahnung/Presentimento di guerriero
- Frühlingssehnsucht/Nostalgia di primavera
- Ständchen/Serenata
- Aufenthalt/Luogo di riposo
- In der Ferne/Lontano
- Abschied/Addio
- Der Atlas/Atlante
- Ihr Bild/Il ritratto di lei
- Das Fischermädchen/La pescatrice
- Die Stadt/La città
- Am Meer/In riva al mare
- Der Doppelgänger/Il doppelgänger
- Die Taubenpost/La posta del piccione
Gli ultimi anni di vita di Franz Schubert ci regalarono capolavori assoluti, una sorta di corsa contro il tempo per poter comporre più musica possibile: questo grande ultimo slancio produsse opere di altezza sublime tra le quali due cicli di Lieder, Winterreise e Schwanengesang. Quest’ultimo, a differenza di Winterreise e del precedente Die schöne Müllerin, non è un vero e proprio ciclo ma una raccolta di liriche di due autori (più uno), un’operazione editoriale postuma (seppur illuminata) priva di una reale unità poetica e narrativa. In ogni caso Schwanengesang contiene Lieder indimenticabili quali Serenata e Lied teatrali quali il capolavoro Lontano per citarne solo alcuni tra quelli di Rellstab. Con la serie di Lieder da Heine Schubert imprime un’ulteriore spinta verso la profondità aprendo con il drammatico Atlante, un Lied con una parte pianistica percorsa da tremoli e ottave del basso che descrivono la tensione dello sforzo di Atlante. Colpiscono l’immobilità riflessiva del corale de Il ritratto di lei e gli spettrali arpeggi ossessivi de La città che tanto influenzarono Brahms nell’Adagio del quartetto op. 26. L’ultimo Lied tra quelli di Heine, Il doppelgänger è un degno doppio di Atlas in quanto a grandezza, un’altezza artistica che sprofonda nella più buia e allucinata disperazione.
Basso-baritono tedesco, Müller-Brachmann ha collaborato con direttori quali Ivan Fischer e Simon Rattle e ha cantato nei teatri di Monaco, Vienna, Salisburgo e alla Scala di Milano. Gabriele Carcano è tra i pianisti più quotati della sua generazione, è attivo come solista e camerista a livello internazionale, è professore al Mozarteum di Salisburgo e in Accademia di Musica.