20.00 | Inseguire le note a cura di Claudio Voghera
20.30 | concerto
Ludwig van Beethoven
Quartetto op. 59 n. 1
Allegro
Allegretto vivace e sempre scherzando
Adagio molto e mesto
Allegro
Quartetto op. 59 n. 2
Allegro
Molto adagio
Allegretto
Presto
La rete di amicizie e di mecenati è sempre stata fondamentale per gli artisti, a questo proposito Carl Czerny, allievo del Maestro, testimonia che “il giovane Beethoven era incoraggiato in tutti i modi dall’alta aristocrazia”. Il conte Razumovsky, ambasciatore russo a Vienna, fu uno dei riferimenti della cerchia di amicizie del compositore e la dedica dei tre quartetti dell’op. 59 ne è la testimonianza. I tre quartetti dell’op. 59 nascono sull’onda dello slancio eroico post testamento di Heilgenstadt, essi però incarnano più una reazione emotiva in contrasto con l’atteggiamento pubblico delle sinfonie, pensiamo per esempio all’Eroica. Il genere del quartetto d’archi fu prediletto da Beethoven, un campo dove potè sperimentare e esprimere la sua più profonda interiorità fino ai capolavori visionari dell’ultimo periodo. Il primo quartetto ha un primo tempo caratterizzato da quei temi beethoveniani che esprimono nobiltà, un Adagio di fortissima introspezione che confluisce senza pause nel brillante finale con il citato Tema russo. Il secondo quartetto ha un’impostazione estremamente diversa, meno solare, inquieto e ombroso. Anche qui, nell’Allegretto Beethoven utilizza un tema russo a mo’ di Trio e il carattere popolare perdura fino all’energico Presto finale.
Fondato nel 2001 il Quartetto Ardeo ha studiato con il Quartetto Hagen e si è affermato nei concorsi internazionali di Bordeaux, Melbourne e al Premio Paolo Borciani di Reggio Emilia. Il repertorio dell’ensemble spazia sull’intera letteratura per quartetto d’archi e si estende ben oltre le frontiere tradizionali.