Filippo Gamba per Professione musicista: intervista esclusiva

Pianista pluripremiato, dalla carriera fulminante, Filippo Gamba ha suonato con prestigiose orchestre come la Berliner Sinfoniker, la Wiener Kammerorchester, la Staatskappelle di Weimar, la Camerata Academica Salzburg, l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo e della City of Birmingham, con direttori come Simon Rattle, James Conlon, Armin Jordan e Vladimir Ashkenazy. Lo stile rigoroso e appassionato e il carattere da musicista cosmopolita, dotato di grande maturità, ne fanno un originale “filosofo del pianoforte”. È un attivo camerista e dal 2005 è Professore alla Musik-Akademie di Basilea.

Filippo Gamba tiene presso l’Accademia di Musica un Light course  di perfezionamento di pianoforte. L’abbiamo intervistato nell’ambito di Professione Musicista per chiedergli suggerimenti e consigli utili ai nostri studenti, destinati a diventare la futura generazione di professionisti.


PROFESSIONE MUSICISTA: UN’INTERVISTA ESCLUSIVA A FILIPPO GAMBA


LE ESPERIENZE CHIAVE

Quali sono le esperienze più significative che hanno caratterizzato il suo percorso formativo, in quale periodo della sua vita e perchè?

Gli incontri con gli insegnanti che ho avuto sono stati determinanti, Renzo Bonizzato, Maria Tipo, Homero Francesch. Per motivi diversi, da ciascuno ho potuto attingere conoscenza e stimoli. Il percorso quasi ventennale di frequentazione con questi Maestri mi ha regalato una prospettiva musicale e artistica che mi ha reso musicista autonomo, scopo che perseguo con i miei studenti, ora che mi trovo dall’altra parte.

I MOMENTI DETERMINANTI

Ci racconta uno o due momenti determinanti della sua carriera? Cosa hanno rappresentato?

Certamente la vittoria al Concours Geza Anda ha aperto molte strade ma per arrivare fino a lì ci è voluta una grande determinazione. Ci sono stati momenti nei quali ho pensato di lasciare il pianoforte, per dedicarmi ad altro, ma la tenacia e il sostegno dei Maestri mi hanno consentito di raggiungere un traguardo decisivo, per poi proseguire sulla strada segnata.

Light course di pianoforte con Filippo Gamba

GLI ERRORI

Gli errori spesso sono dei grandi insegnamenti: se potesse tornare indietro cosa farebbe diversamente?

In un certo momento della carriera si sono presentate delle occasioni rispetto alle quali avrei dovuto essere più diplomatico o “politico”. Probabilmente la mia intransigenza (vista all’esterno come limite, ma per me un valore) possono essere risultate come ostacolanti. Sebbene guardi indietro con un filo di rammarico, oggi sento di poter godere della mia libertà, conquistata nel tempo, che non cambierei con null’altro.

PER NON PERDERE L’ORIENTAMENTO

Le decisioni importanti da prendere, lungo il cammino, sono sempre molte e talvolta si legano a filo doppio con le occasioni che si presentano. Cosa l’ha aiutata a non perdere l’orientamento?

L’esempio ricevuto dai miei Maestri, innanzitutto, poi il “sentire” profondo e onesto rispetto al mondo interiore che i compositori mettono in Musica, confessioni intime che chi suona ha il privilegio di percepire e successivamente di condividere.

UN ULTIMO CONSIGLIO

Cosa consiglia ai ragazzi che si stanno perfezionando, oltre allo studio con grande passione e costanza?

La generazione dei giovani musicisti è encomiabile sotto l’aspetto della tenacia. Sono musicisti di talento che meritano uno spazio, che a volte viene loro limitato a favore di grandi e consolidati nomi del concertismo. Abbiamo certamente bisogno di confrontarci con musicisti maturi e autorevoli, ma vedo una disparità nel riconoscere e supportare il loro talento. Mi sento di suggerire quanto citato poco fa, ovvero una spiccata capacità manageriale, di promozione del proprio valore, fatta con garbo e senza ostentazione ma decisa e convinta. Il tempo è a loro favore.


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