Rebecca Rita Ventrella
Biografia

Rebecca Rita Ventrella si è formata con Angela Montemurro e Filippo Balducci presso il Conservatorio di Bari dove ha conseguito il Diploma in pianoforte con il massimo dei voti. Ha proseguito gli studi conseguendo il Diploma accademico di secondo livello i n Pianoforte ad indirizzo didattico con lode e menzione d’onore, con la motivazione “per la comprensione del discorso musicale, l’equilibrio e la padronanza pianistica, supportati da un notevole senso del colore”.
Ha partecipato a Masterclass con importanti figure del panorama musicale internazionale, quali Konstantin Bogino, Michael Wladkowski, Riccardo Risaliti, Bruno Canino , Daniel Rivera e ha frequentato il corso annuale di perfezionamento presso la European Arts Academy “Aldo Ciccolini”.
Ha vinto premi in concorsi nazionali e internazionali, classificandosi sempre nelle prime posizioni; tra questi, il Concorso internazionale “Lucia Iurleo”, il Concorso nazionale “Città di Casamassima”, il concorso nazionale “Città di Barletta Premio Musica Italia”, il Concorso internazionale “Città di Fasano”, il “Premio Terenzio Città di Cerignola”, il Concorso nazionale “Igor Strawinskij”, l’Europe an Competition Salentinae Terrae.
Si è esibita presso il Piano City Napoli 2018, presso il Festival Pianistico di Corato nel 2018 e nel 2021, per le Stagioni dell’Eurorchestra da camera di Bari diretta dal M° Francesco Lentini, con la quale nella stagione 2022 2023 ha eseguito il Balletto La Scatola dei Giocattoli di Debussy trascritto dal M° Angela Montemurro.
Si è esibita presso l’associazione Ars Nova di Cerignola, presso la rassegna La fisica dell’orchestra in collaborazione con il Dipartimento Interateneo di Fisica “Michelangelo Merlin”, presso la Società Beethoven Acam durante la Stagione Concertistica Hera della Magna Grecia a Crotone ricevendo ottimi riscontri di critica. Di lei si è detto “Fluidità, fraseggio declamato ma mai retorico, freschezza d’ispirazione e fantasia coloristica sono state alcune delle caratteristiche più evidenti del recital della Ventrella (…) Il suono, sempre plastico, riservava inaspettate velature e luminosità facendo emergere con naturalezza tutta la pienezza della elevazione spirituale delle opere interpretate.”

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