Rohan De Saram
Biografia

Rohan de Saram è uno dei più importanti violoncellisti di tutto il mondo. Nato a Sheffield, Regno Unito, da genitori singalesi, ha iniziato lo studio del violoncello a nove anni con Martin Hohermann in Sri Lanka e a dodici anni con Gaspar Cassado all’Accademia Chigiana di Siena. Quattro anni dopo, nel 1956, è diventato il primo vincitore del Premio Guilhermina Suggia che gli ha permesso di studiare con Pablo Casals a Puerto Rico e con Sir John Barbirolli a Londra. Nello stesso anno è stato vincitore del Royal Overseas League Music Competition di Londra e nell’anno seguente è stato insignito del Harriet Cohen International Music Award. Casals ha detto di lui: «Pochi della sua generazione sono così tanto dotati».

Come solista ha suonato in Europa, Asia, Australia, Nuova Zelanda, USA, Canada e nell’Ex Unione Sovietica con le più importanti orchestre e i più grandi direttori, tra cui Sir John Barbirolli, Sir Adrian Boult, Sir Colin Davis, Zubin Mehta, Seiji Ozawa, Sir Malcolm Sargent e William Steinberg. Il suo debutto d’esordio negli USA fu nel 1961 con la New York Philharmonic Orchestra alla Carnegie Hall su invito di Dmitri Mitropoulos, che lo descrisse come “un raro genio, un musicista nato, uno straordinario violoncellista”. Mitropoulos morì prima dell’evento, che si tenne quindi sotto la bacchetta di Stanislav Skrowaczewski, in cui Rohan eseguì il Concerto per violoncello di Chačaturjan.

Tra i compositori che Rohan incontrò e con cui lavorò in quel periodo ci furono Zoltán Kodály, Dmitrij Šostakovič, Francis Poulenc, Edmund Rubbra e Sir William Walton. 

Rohan ha fondato il “De Saram Clarinet Trio”, con la clarinettista Angela Malsbury e il pianista David Pettit, entrambi conosciuti vivendo a Oxford. Ha anche fondato un duo con il suo fratello pianista Druvi, facendo tour nell’Ex Unione Sovietica, in Italia, nel Regno Unito e a Cuba. È stato anche membro dell’ensemble “Dreamtiger”.

Rohan de Saram è anche un eccezionale interprete della musica contemporanea e ha lavorato personalmente con molti importanti compositori contemporanei. Iannis Xenakis è stato uno dei primi con cui ha lavorato, eseguendo per la prima volta nel Regno Unito “Kottos” per violoncello solo. La sua esecuzione di “Nomos Alpha” ha ricevuto le massime lodi del compositore che lo ha invitato a suonarlo allo Xenakis Festival a Bonn. In seguito, Xenakis ha scritto due opere per lui: “Epicycles” per violoncello e ensemble e “Roscobek” per violoncello e contrabbasso. Rohan ha lavorato anche con Gyorgy Ligeti suonando in prima esecuzione mondiale la sua Sonata per violoncello; con Henri Pousseur, eseguendo in prima esecuzione mondiale “Racine 19”, un lavoro basato su una scala di 19 note e dedicata a lui; e con Luciano Berio, eseguendo per la prima volta nel Regno Unito un suo brano per violoncello e orchestra, “Il Ritorno degli Snovidenia”. Dopo l’esecuzione, Berio scrisse a Rohan: «La tua interpretazione del “Ritorno” è splendida ma, a parte il “Ritorno”, il tuo suono, la tua intonazione perfetta, il tuo fraseggio e la tua tecnica dell’arco ti rendono un interprete perfetto per ogni tipo di musica». Berio scrisse “Sequenza XIV” per Rohan. Questo brano meraviglioso incorpora in modo unico i ritmi del tamburo Kandyan dello Sri Lanka, uno strumento che Rohan stesso suonava durante la sua infanzia nello Sri Lanka.

Per molti anni Rohan è stato il violoncellista del Quartetto Arditti. Numerose opere furono scritte, eseguite per la prima volta e incise da questa formazione. Tra i tanti compositori con cui il quartetto ha lavorato personalmente ci sono Luciano Berio, Pierre Boulez, Elliott Carter, James Dillon, Brian Ferneyhough, Jonathan Harvey, Helmut Lachnmann, Gyorgy Ligeti, Luigi Nono, Henri Pousseur, Wolfgang Rihm, Karlheinz Stockhausen e Iannis Xenakis. Durante la collaborazione di Rohan con il Quartetto Arditti, l’ensemble è stato vincitore dell’Ernst von Siemens Music Prize alla carriera e di un Grammy Award per la loro incisione delle opere di Elliott Carter, che includeva la sua Sonata per violoncello e pianoforte e il suo brano “Figment” per violoncello solo.

Alla fine di novembre 2005, Rohan ha lasciato il Quartetto Arditti per lavorare con altri artisti, compositori e amici di tutto il mondo, dedicandosi alla musica di periodi diversi, sia di tradizione occidentale che orientale, antica e contemporanea, composta e improvvisata. Accanto ai suoi concerti da solista, segue allievi che vengono da tutte le parti del mondo per studiare alcune delle opere scritte per lui, così come altri lavori a cui lui è particolarmente legato. Continua a insegnare e tiene masterclass internazionali. Molti brani sono stati scritti per lui come solista o insieme ad altri artisti, arricchendo notevolmente il repertorio per violoncello. A dicembre 2004 gli è stata conferita una laurea ad honorem dall’Università di Peradeniya, Sri Lanka. Il suo libro “Conversazioni” tra Rohan e Joachim Steinheuer, edito dall’Università di Heidelberg, è stato descritto come “uno scrigno di gioielli musicali”.

Strumento
Violoncello
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